Rassegna stampa

Doppio coro

19 dicembre 2015, Repubblica

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Una quindicina di liceali che un giorno, quasi per gioco, s’inventano di staccarsi dal coro della scuola per approfondire il repertorio di canzoni popolari e di montagna. Percorso, quello dei ragazzi del Coro Stelutis Alpinis (nato nel 2011 al liceo Sacro Cuore, zona Lambrate) che da stasera si unisce al Coro Cet – Canto e Tradizione (nato nel 2000 da un gruppo di universitari milanesi, all’ombra trentina della Sat – Società Alpinisti Tridentini) in un concerto di Natale alla Chiesa del Suffragio.
 
Matrimonio celebrato in pompa magna solo nei bis, quando i due ensemble si uniranno dopo aver cantato a rotazione. Dal 2016 infatti, a dirigere il coro unico ci sarà il 22enne Simone Bassi (talento nato nel gruppo juniores) che stasera regala al pubblico un programma sull’Avvento: niente canti di montagna, ma solo Adeste fideles, Stille Nacht e Tu scendi dalle stelle. Il ricavato andrà a sostenere la campagna “Tende AVSI” per dare un luogo di ristoro nei campi profughi di Erbil, che ormai da mesi accolgono i cristiani in fuga dalle zone falcidiate dall’Isis. «Un gesto concreto di solidarietà, aiutando chi soffre a causa dei conflitti – racconta Bassi – ma anche un modo per ricordare l’altra guerra (la Prima, combattuta un secolo fa sulle trincee del Carso) le cui storie abbiamo ripercorso tante volte nei nostri concerti». Spiega l’entusiasmo di quando iniziarono a trovarsi alle prove, puntando su un repertorio che sentivano nelle loro corde. «È stato don Pontiggia, il rettore dell’istituto a trasmetterci questa passione – dice –. E l’amore a prima vista è continuato quando siamo andati ad ascoltare i concerti del Coro Cet. In giro, anche con le voci di montagna, si sente un po’ di tutto, armonie moderne e jazzistiche, inserimenti di voci femminili: per carità tutto legittimo, anche se noi vogliamo preservare la tradizione abbinando la raffinatezza delle tessiture alla semplicità dei testi». Così si riascoltano canzoni di montagna dove dominano la nostalgia, l’amore per l’amata lontana e i fumi di battaglia da Monte Canino a Ta-pum e La Dosolina. «Le abbiamo intonati in parrocchia, alle sagre paesane, nelle gite in montagna, poi in università, conservatori e teatro – dice Francesco Morabito (presidente/ cantore del Cet, gurppo che ricevuto molti premi) –. Adesso saremo un coro più grande, continuando a mantenere vivo il patrimonio di cultura, visto che le armonizzazioni sono quelle leggendarie di Benedetti Michelangeli, Dionisi e Pigarelli». Ma ad abbassare l’età anagrafica ci saranno gli ex-liceali. «Non ci siamo mai sentiti diversi dai nostri coetanei – aggiunge Bassi. – Io stesso ascolto anche pop, con prevalenza di gruppi a cappella come Neri per caso e Pentatonics. Per i canti di montagna però ho una grande infatuazione. D’altra parte abbiamo in programma una tournée a Kiev a maggio, là dove la guerra è appena esistita per davvero».
 
 
Luigi di Fronzo

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