Rassegna stampa

Canti di montagna per doppio coro

12 Dicembre 2014, Repubblica

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MAESTRI e allievi. Montanari e cittadini. Originali e riproduzioni. Si può raccontare per slogan il concerto di oggi all’Aula Magna della Bicocca. Torna il celebre Coro Sat di Trento ma cede metà serata al Coro Cet di Milano: come se la Filarmonica della Scala lasciasse spazio all’orchestra dell’Accademia. Il raro appuntamento, a ingresso libero e a sostegno del progetto “Tende” dell’AVSI, è curato dall’Associazione “Cultura e Montagna”, per le celebrazioni del centenario della Grande Guerra, che è uno dei soggetti poetici della letteratura corale svelata, sancita, divulgata in tutto il mondo e — col maestro di seconda generazione Mauro Pedrotti — rinnovata dal Coro Sat che oggi ha quasi novant’anni.

I ragazzi milanesi che alla fine degli anni ‘90 si riunirono per leggere insieme le canzoni del SAT non avevano vissuto nessuna Guerra e pronunciavano aperte le vocali del dialetto trentino. Ma non ebbero dubbi nel riconoscere nelle armonie corali a prima vista facili e nelle storie apparentemente sempliciotte un cuore poetico integro. Lontano ma tutt’altro che estraneo alla cultura e sensibilità cittadina. Così nel 2000 nacque il Coro Cet, gruppo di universitari persuasi del valore ecumenico del canto. Si sono esibiti in formazione madrigalistica, a sette-nove voci (oggi sono una ventina), e per anni, una volta alla settimana, sono andati a lezione a Trento, partecipando da coristi o allievi direttori alle prove del Sat di cui hanno acquisito anima poetica, tecnica e dignità musicale uniche.

«Vedere l’entusiasmo di liceali e universitari di città, e accorgersi con che rapidità si sono appropriati delle “nostre” storie ci rassicura sul futuro e sul fascino intatto del canto popolare — dice Pedrotti, che spesso tiene seminari e corsi corali anche a Milano — Temi e sentimenti delle canzoni sembrano lontani, ma rispecchiano la vita quotidiana, in guerra e in pace, in modo vero e credibile. Evidentemente testi e musica ai giovani parlano ancora». Il programma popolare, trentino-friulano e alpino sarà equamente diviso tra i milanesi ( Che co-s’è, Dove sei stato, Ala Tor Vanga, In cil eje une stele, Serafin, OGigiota, Tapum, Varda la lu-na e Era nato poveretto) eitrentini(Serenada aCastel Toblin, Il maritino, Teresina va ti vesti, Le soir àla montagne, Le carrozze, I lamenti di una fanciulla, Senti’l martelo, La sposa morta e Entorno al foch). Laseratasaràdigranfesta per i molti tifosi dell’epica intima e riservata, paesana e contadina affollata di pastore e “bei mori”, di Teresine e Gigiote, di stelle e lune che spiano o proteggono morosi, dei ritmi di Che co-s’è e Serafin e delle armonie notturne di Castel Toblin. Cantando quel repertorio le voci di città hanno ritrovato una poesia antica e schietta, così il Coro Cet ha divulgato tra gli universitari di oggi il messaggio del canto popolare in coro, mantenendolo vivo con e la rassegna annuale Yarmonia-Young Harmonic Time. «Sono loro la speranza e il futuro del canto popolare in cui crediamo da novant’anni», dice Pedrotti.

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Angelo Foletto – Repubblica

 

DOVE E QUANDO

Milano Bicocca, Aula Magna, piazza dell’Ateneo Nuovo 1, ore 18,30, ingresso gratuito Nella foto grande il Coro Sat, nella piccola il Cet

I TEMI

Storie di guerra e di vita quotidiana nei brani più popolari

 

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