Rassegna stampa
Un grande concerto a Milano. Protagonisti gli Allievi SAT e il Coro CeT
Sabato 10 novembre si è tenuta a Milano la seconda edizione di “Yarmonia”, la rassegna di cori popolari giovanili organizzata dal Coro CeT di Milano. Il concerto finale, nella storica sala Verdi del Conservatorio ha visto la partecipazione di un pubblico di quasi duemila persone. Spalti gremiti di giovani, che hanno ascoltato le melodie della tradizione interpretate dagli allievi del Coro della SAT e dallo stesso Coro CeT, sottolineando il proprio gradimento con ovazioni da stadio.
L’onore di aprire la serata al gruppo Allievi SAT, istituito da Mauro Pedrotti nella primavera del 2006. Battesimo del fuoco, dunque, per questa nuova realtà, creata come occasione di diffusione del repertorio SAT (il vero fondamento del loro ritrovarsi è il gusto di imparare e cantare queste cose) e àmbito di formazione di nuovi elementi destinati a rinfoltire le fila del coro maggiore. Il gruppo allievi ha onorato il compito con risolutezza e brio, si trattasse della dolce poesia della Serenada di Luigi Pigarelli o del ritmo spigliato e incalzante della Cana del vecio garbaro armonizzata da Mascagni. A guidarli – perché la scuola forma anche alla direzione – si sono susseguiti Giovanni Mariotti, di Trento, e Alessandro Ledda, milanese, direttore del CeT (è da dire, infatti, che da oltre un anno un manipolo di temerari milanesi fa la spola da Milano a Trento ogni lunedì per partecipare alle prove del gruppo allievi).
A seguire, un breve ma saporoso intervento dell’Ensemble Amarcanto, giovane e brillante gruppo vocale di Riccione, che ha raccolto un bel repertorio di canti popolari sudamericani, arrangiati e riproposti con suggestiva intensità.
La palla è passata poi al Coro CeT, nato nel 2000 da un gruppo di studenti universitari appassionati del repertorio SAT, di recente salito agli onori delle cronache “corali” per aver vinto il Concorso nazionale di Ivrea. Espressione fresca e sicura di quella che qualcuno, riferendosi al bel numero di cori popolari sorti negli ultimi anni nelle università meneghine (e non solo), ha chiamato “la febbre SAT a Milano”. Sedici elementi e una grande passione per il canto popolare, nata per alcuni di loro proprio negli anni degli studi e rafforzata negli ultimi tempi dal rapporto diretto col Coro della SAT e con Mauro Pedrotti in particolare (lo scorso giugno, peraltro, il coro ha pubblicato un CD, mentore la stessa Fondazione coro della SAT, con diciotto brani del repertorio satino).
La serata è stata preceduta da un dibattito, presso l’Università Cattolica, sul tema “I giovani e il canto popolare”. Anche qui grande entusiasmo dell’uditorio, composto in larga parte di ragazzi delle scuole superiori. E intorno al valore “educativo” del canto popolare, come assimilazione di una tradizione ancora vitale e come veicolo di ciò che più semplicemente e più profondamente è “umano”, si sono mossi gli interventi dei relatori Mauro Pedrotti, Angelo Foletto e don Giorgio Pontiggia. Non senza la sorpresa finale, con un gruppetto di studenti dell’Istituto Sacro Cuore di Milano che ha intonato alcuni classici, come La Valsugana e Belle rose.
Ci si può chiedere se l’incontro di Milano segni un punto di novità nella storia dei cori, una seconda giovinezza di quell’interesse verso il canto popolare che, soprattutto negli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento, portò alla fondazione di centinaia di complessi che direttamente o in forma più o meno mediata e originale raccoglievano la lezione dei maestri trentini. Buoni argomenti in questo senso, a “Yarmonia 07”, si sono visti. E forse già si prepara qualche altra sorpresa. Dalla Paganella, in fondo, si vede davvero “zo zo fin a Milan”.
di Alessandro Ledda